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COSTA OVEST
 
N° 20

 

 

TALES TO ASTONISH

 

(PARTE PRIMA)

 

 

RICORDI DEL PASSATO

 

Di Carlo Monni

 

 

PROLOGO

 

 

Il suo nome è Henry Pym e si potrebbe ragionevolmente dire questa è la sola costante della sua vita. Quando ha cominciato la sua carriera di supereroe gli avventurieri in costume si potevano contare sulle dita di una mano o poco più, dipende da come si volevano contare i Fantastici Quattro. Bei tempi, quelli, intensi e pieni di avvenimenti. Ripensando a tutto quanto gli è capitato da allora tra cose belle e brutte gli sembra quasi di trovarsi sulle spalle quasi 50 anni di storia.

            Tutto è cominciato in un formicaio del New Jersey o forse ancora prima, quando la sua prima moglie è stata brutalmente uccisa, cosa che gli provocò un trauma da cui probabilmente non si è mai completamente ripreso. Fu una frase con cui Maria lo prendeva spesso in giro, esortandolo a comportarsi come una formica, a spingere il giovane biochimico a studiare le formiche, diventando in breve uno dei migliori entomologi della nazione, un’altra voce nel suo curriculum, come l’interesse per la cibernetica. Interessi diversissimi, segno di un eclettismo non comune, così come decisamente non comune fu la ricerca che lo portò ad elaborare un gas che permetteva di ridurre le dimensioni di oggetti ed esseri umani. Fu orgoglio o qualcos’altro a spingerlo a sperimentare il gas su se stesso portandolo quasi a perdere la vita all’interno di un formicaio? Nemmeno lui avrebbe saputo dirlo.

            Ed eccoci, quindi al formicaio di cui parlavamo all’inizio, l’avventura che cambiò per sempre la vita di Henry Pym. Altri avrebbero brevettato la straordinaria scoperta e magari ne avrebbero ceduto il brevetto alle Forze Armate, che ne avrebbero trovato sicuramente un impiego molto creativo, guadagnandoci un mucchio di soldi con cui godersi il resto della vita. Lui invece scelse di tenerla segreta e di impiegarla per uno scopo del tutto personale e peculiare. Divenne un eroe mascherato dapprima col nome di Ant Man, poi, una volta scoperto che il siero funzionava anche per aumentare la statura, col nome di Giant Man e poi di Golia. In seguito creò per se l’identità di Calabrone. Da allora ci furono continui cambi di costume e di identità mascherata, sintomi forse di un disagio mai sopito, di un tentativo di trovare posto in un modo in cui non era mai sicuro fino in fondo di trovarsi a suo agio. Anche la sua vita privata è stata turbolenta: l’innamoramento e poi il matrimonio con una donna più giovane, un disastroso divorzio, una discesa nell’inferno della depressione e la rinascita.

            Tutto questo è Henry Pym e molto di più e la sua storia non è ancora finita.

 

 

1.

 

 

            È un giorno come tanti nella penisola di Palos Verdes, nella Contea di Los Angeles. La tenuta dei Vendicatori un tempo era la dimora di una diva del cinema muto di nome Moira Brandon. La Fondazione Maria Stark l’ha acquistata e ristrutturata per farne la sede californiana dei Più Potenti Eroi della Terra. In questo momento vi abitano stabilmente sei di questi eroi ed il personale di servizio, divisi tra la grande casa padronale ed i due bungalow situati nell’ampio parco che finisce dritto su una scogliera lambita dalle onde dell’Oceano Pacifico.

È proprio sul sentiero che costeggia la scogliera che troviamo uno dei membri non residenti di questa consorteria di eroi. Il nome con cui è noto è U.S.Agent e se il nome ed il costume che indossa vi fanno sospettare una qualche connessione con Capitan America, beh avreste ragione. Il patriottismo è una caratteristica indiscutibile di U.S.Agent ed in passato l’ha reso un cieco esecutore di ordini anche discutibili. Ultimamente ha cominciato a mettere in discussione se stesso e non sa dove lo porterà tutto ciò. Nel frattempo non devia dal suo programma di addestramento personale. È al trentesimo giro di corsa del parco quando una figura balza verso di lui da un vicino albero. Nel suo lavoro occorre essere sempre all’erta e prima che il presunto aggressore gli sia addosso, lui si è già mosso, bloccando lo slancio dell’intruso ed afferrandolo al collo.

-Ehi, sta attento.- urla una donna –Ci tengo alla mia pelliccia.-

-Tigra!- esclama U.S.Agent riconoscendo la compagna di squadra –Che diavolo ti è saltato in mente?-

-Beh… mi stavo facendo un giretto quando ti ho notato ed ho pensato di farti una sorpresa. Magari potevamo combinare qualcosa io e te. Sai che ho sempre adorato i maschi muscolosi e vado pazza per le divise.-

-Sei disgustosa.-

-Ah non fare troppo il santarellino. Scommetto che quando siete da soli tu e Val Cooper vi date da fare di brutto.-

-Sei sempre più disgustosa. Io ora vado a farmi una doccia per essere a posto prima del briefing settimanale. Ti consiglio di farne una anche tu.: fredda e molto lunga.-

            Mentre Agent le volta le spalle, Tigra scuote la testa. Aveva giurato a se stessa di non comportarsi più in un certo modo, ma a quanto pare ci è ricascata. Stupida che non è altro, perché non è capace di controllare certi impulsi quando è in questa forma? Sapeva i rischi che correva ritornando ad essere Tigra, ma sperava di avere imparato dalle esperienze precedenti. Non è così, sembra. Dovrà rifletterci su.

 

            Nel salone delle riunioni Henry Pym, nelle vesti del Calabrone chiude il collegamento con la Visione, la sua controparte nella Costa Est. Ovviamente non può dare torto al suo vecchio amico: la presenza di Crystal tra coloro che dovranno recarsi dagli Inumani è, se non indispensabile, quantomeno molto opportuna. Quanto agli altri membri della delegazione congiunta delle due coste, è un altro paio di maniche. Gli piacerebbe andarci lui stesso, ma, a dire tutta la verità, non se la sente di correre il rischio di confrontarsi ancora con Janet[1] e poi ha diverse cose in sospeso di cui occuparsi. Ha già in mente chi mandare.

 

            U.S.Agent è appena uscito dalla doccia che la sua communicard comincia a ronzare. John Walker (o, se preferite, Jack Daniels, come si fa chiamare di questi tempi) risponde rapidamente.

-Capitan America, che sorpresa! Cosa vuoi, ragazzo?-

<<Puoi cominciare col non chiamarmi ragazzo.>> replica Jeff Mace <<Ti ho chiamato per una faccenda che può interessarti.>>

            U.S.Agent ascolta quello che l’altro ha da dirgli, poi risponde:

-Va bene. Vedrò di esserci.-

            Prende un microtelefono (Brevetto Starktech, ovviamente) e compone un certo numero.

-Sono io. Avrei bisogno… Ah, lo sapete già? È già tutto organizzato? Allora non c’è nulla da dire: sarò a Washington nel più breve tempo possibile. Chiudo.-

            Finisce di rivestirsi e scende al piano inferiore: odia arrivare tardi ai briefing.

 

 

2.

 

 

            Il discorso introduttivo di Calabrone non è durato molto.

-Così stanno le cose. Credo che siamo tutti d’accordo che includere Crystal nell’ambasceria presso gli Inumani sia una scelta saggia.-

-In pratica tu e Visione pensate che con me nel gruppo gli Inumani non ci sbatteranno le porte in faccia.- replica Crystal con un sorriso.

-Beh, l’attitudine all’isolazionismo del tuo popolo è ben nota, Crystal.-

-Stai dimostrando un vero talento diplomatico, Hank. Comunque, perché no? In fondo non mi dispiace rivedere mia sorella e mio nipote.-

-Ovviamente io vengo con te.- interviene Quicksilver.

-Ovviamente no.- ribatte Calabrone prima ancora che Crystal possa dire qualcosa –Tra te e gli Inumani non corre buon sangue ultimamente e non voglio scatenare conflitti.-

-Che razza di idiozia…- sbotta Quicksilver

-Se vorrai contestare le mie decisioni, sarai libero di farlo… più tardi, Pietro. Ora, per tornare a quel che dicevo: assieme a Crystal partiranno She-Hulk e Starfox-.

-Nessun problema capo, mi stavo chiedendo giusto cosa fare nella mia settimana di ferie dal lavoro alla Procura Distrettuale.- dice She-Hulk -Visitare la Slorenia non era esattamente il mio ideale di vacanza, ma andrà bene. Ti avverto, però, che non sono esattamente un tipo diplomatico.-

-Non importa. A questo provvederà Starfox col suo potere empatico di controllo dei centri di piacere. Aiuterà a sedare gli animi se le cose si faranno turbolente.-

-Credevo che non fosse etico usare i miei poteri per tornaconto personale.- interviene Eros di Titano.

-Solo se li usi per convincere una donna a venire a letto con te. Nel qual caso ti butterei fuori di qui personalmente. Qui agiresti per mantenere la pace ed è una buona causa.-

-Sei sicuro di essere un biochimico e non un avvocato?- ribatte She-Hulk.

-Ragionevolmente sicuro. Bene credo che abbiamo chiarito tutto.

-Non esattamente.- stavolta è U.S.Agent a prendere la parola –Devo recarmi a New York per incontrarmi con Capitan America e da lì a Washington. Vorrei unirmi agli altri, così risparmierei tempo.-

-Nessuna obiezione. Ora andate pure a prendere un quinjet.-

-A dire il vero avevo pensato di chiedere un passaggio a Lockjaw Sarebbe più veloce e sicuro.- dice Crystal.

-Non vado matto per il teletrasporto, ma va benissimo.- commenta U.S.Agent.

-Bene.- commenta l’Inumana -Ora se mi scusate, vado a salutare mia figlia.-

 

            Lorna Dane, alias Polaris riflette sui cambiamenti che ha subito la sua vita negli ultimi tempi. Scoprire che il suo vero padre altri non è che Magneto è stato traumatico, certo, ma se non altro può consolarsi dicendosi di aver trovato un fratello, una sorella e due bellissimi nipoti. Certo Pietro è un tipo difficile, ma comunque è sostanzialmente un tipo a posto, anche se sta cominciando a mostrare tendenze un po’ troppo protettive nei suoi confronti. Poi c’è Alex Summers, Havok. Era stata lei a volere la loro separazione, per poter camminare con le sue gambe e non essere la sua ombra. Così aveva detto, salvo piangere come una bambina quando aveva appreso che era stato ucciso in una missione. Quando è ritornato dalla morte (cosa non sorprendente nel loro ramo di attività, a voler essere onesti) non ha pensato a farsi sentire ed ora Lorna si chiede che accadrà quando lo rivedrà, un’eventualità molto probabile se accetterà l’offerta che le ha appena fatto Henry McCoy, alias la Bestia, membro della leggendaria prima squadra degli X-Men.

<<Non ti sto chiedendo di lasciare i Vendicatori per tornare negli X-Men…>> sta dicendo via webcam il suo vecchio amico <<… ma se accettassi di tenere una lezione ogni tanto ai nostri turbolenti allievi, te ne sarei molto grato.>>

-Mi farebbe molto piacere, Hank, compatibilmente con i miei impegni di Vendicatori. A proposito… complimenti per il tuo nuovo ruolo di preside della scuola.-

<<Grazie mia verdechiomata amica. Cercherò di fare del mio meglio per tenere vivo il sogno del Professore[2]. Mi corre però l’obbligo dio avvertirti che Alex è tornato tra noi.>>[3]

            La notizia l’ha colta di sorpresa, ma Lorna cerca di non far trasparire le sue emozioni.

-Davvero? Grazie di avermelo detto, Hank.-

            Non dovrebbe importarmi, continua a dirsi Polaris, non dovrebbe. E spera di riuscire a crederci.

 

            Non lontano da lì il primo di una catena di eventi che presto riguarderanno i Vendicatori molto da vicino sta per verificarsi e precisamente in una lussuosa villa di Malibu, dove due persone, che per il momento resteranno sconosciute, stanno dialogando:

-Mi hanno detto che sei uno dei migliori assassini sul mercato.-

-Lo sono. Non ha mai mancato un bersaglio.-

-Questi bersagli sono particolarmente duri: mai sentito parlare dei Vendicatori?-

--Vi costerà molto denaro.-

-Non faccio questioni di denaro, ma li voglio morti, tutti quanti. Pensi di farcela?

-Non ho mai mancato un bersaglio, lo ripeto, e più difficile è la preda, più eccitante è la caccia.-

 

 

3.

 

 

            Uno sfarfallio di luce ed ecco che un enorme cane si materializza nella sala riunioni. Con lui quattro figure umane che si rivelano essere: Wanda Maximoff, Scarlet, il suo compagno Simon Williams, alias Wonder Man, il loro figlio Charles ed infine Ercole, il dio della Forza.

            Il solo presente nella sala è D-Man, che salta dalla sedia.

-Ehi, che bella sorpresa.- esclama –Sono davvero contento di vedervi. Come mai da queste parti?-

-Io e Simon abbiamo pensato di far fare al piccolo Charles una visita agli zii approfittando del fatto che Crystal ci ha lasciato Lockjaw a disposizione.-[4] spiega Scarlet.

-Adesso li chiamo.- dice D-Man ed ha appena finito di dire che Scarlet è qui, che già Quicksilver è nella sala con in braccio la figlia Luna.

-Wanda, sono felicissimo di vederti!- esclama e dopo aver deposto a terra la figlia, abbraccia la sorella.

-Anch’io sono felice di vederti, Pietro.- risponde Wanda osservando divertita le facce sconcertate dei suoi compagni. Lei è una delle poche persone con cui Pietro non ha paura di manifestare ei suoi sentimenti.

-Ma guarda chi c’è qui: la mia sorella ed il mio nipote preferito.-

-Ciao Lorna, sono felice di rivederti.-

-Ed io, invece, sono felice di rivedere questo bell’esemplare di maschio.- esclama Tigra, strusciandosi letteralmente contro Ercole. –Cosa ti porta da queste parti?-

-In verità sentivo la nostalgia di questi luoghi dove ho vissuto grandi avventure con i Campioni.-

-Bene bene, che ne dici di accompagnarmi in un giretto in città? Questa gattina ha proprio voglia di una passeggiata per Rodeo Drive.-

-Si può fare madamigella.-

-Grazie per esservi tutti ricordati di me.- interviene Wonder Man –Dopotutto sono solo quello accanto a Scarlet.-

-Scusami.- dice D-man.

-Lascia stare. Da quando si è preso una licenza di paternità non manca di farlo pesare quando può.- ribatte Scarlet ridacchiando.

-Uomini… sono tutti uguali.- aggiunge Polaris.

-Ah...le donne.- commenta Simon.

-allora.- interviene Tigra –Che ne dite di farci tutti un giretto nella città degli angeli? Ogni tanto dobbiamo pur prenderci un po’ di riposo.-

            La proposta trova tutti d’accordo.

 

            Henry Pym guarda la ragazza seduta davanti a lui e per l’ennesima volta si chiede cosa una donna come Trish Starr trovi in lui per voler continuare a vederlo. Cosa mai possono avere in comune un topo da laboratorio come lui ed una splendida ex modella con il gusto dell’impegno sociale? Forse Hank sarebbe sorpreso, se sapesse che i dubbi di Trish sono di altro genere. Sa che Henry è un brav’uomo senza pregiudizi, ma accetterebbe davvero di legarsi ad una donna molto più giovane e senza un braccio. Ha paura di scoprirlo, ma continua ad accettare i suoi inviti, quando non è lei a chiamarlo. Come fa ad essere così… così… incoerente?

-Ti riaccompagno a casa.- dice lui.

-Come vuoi.- risponde Trish.

            Escono in strada. Hank estrae dalla tasca quello che sembra un modellino d’auto, poi lo lascia cadere accanto al marciapiede ed il modellino s’ingrandisce istantaneamente e diventa un veicolo la cui forma ricorda vagamente una formica.

            Mentre sale a bordo, Trish si rivolge ad Hank.

-Dovresti brevettare l’idea “Mettetevi in tasca la vostra auto." Risolveresti il problema dei parcheggi e diverresti miliardario in una settimana.-

-Forse lo farò, sempre che risolva certi fastidiosi problemi sulla produzione in serie delle particelle Pym.-

            Hank accende la radio mentre la sua auto speciale prende letteralmente il volo

-Un po’ di musica, bella signora?-

            Purtroppo per lui, la radio è sintonizzata sulle frequenze della polizia

<<… una rapina in pieno  giorno da parte di superumani non identificati in…>>

-È qui vicino.- dice Henry –Trish io credo…-

-Sigh… fai pure. Immagino che sia così che si sente Lois Lane.-

-Cosa?-

-Lascia stare. Era solo una stupida battuta.-

-Rover ti riporterà a casa automaticamente. Se ti va, ci vediamo domani a cena.-

-Perché no? Attento a non farti ammazzare prima., allora.-

-Non è mia intenzione, tranquilla.- risponde Hank mentre si rimpicciolisce e nel costume del Calabrone vola fuori dal suo veicolo.

            Trish lo guarda scomparire e si chiede se stesse cercando di fare una battuta anche lui.

 

            Facciamo ora un viaggetto più a nord est, nella piccola metropoli chiamata Denver, in Colorado, dove una giovane donna di nome Julia Carpenter si sta godendo l’inizio di una meritata vacanza assieme alla figlia Rachel. Per un po’ non vuole pensare né a supereroi, né a supercriminali. Mentre ripone in valigia il costume di Arachne si sente un po’ in colpa, ma si è detta che è sempre meglio essere prudenti, anche se in una settimana ad Aspen non dovrebbe accadere nulla.

            Sta chiudendo la valigia quando il suo cellulare squilla.

<<Julia!>>

            È la voce di sua madre, ma ha un tono strano.

-Mamma, che cosa c’è?-

            Ma dall’altra parte la chiamata è stata interrotta. Julia prova a chiamare il numero da cui è venuta la chiamata, ma le viene detto che è irraggiungibile. Prova a chiamare ancora il cellulare della madre e poi quello del padre. Stessa risposta.

            Era già accaduto una volta, tempo fa, e questa volta non può essere una coincidenza. Qualunque cosa stia succedendo, non le piace per niente.

 

 

4.

 

 

            L’uomo sorride soddisfatto di se: un’altra fase del piano è andata esattamente come doveva andare: presto Julia Carpenter, o Arachne come preferisce farsi chiamare, sarà esattamente dove lui la vuole. Prima, però, c’è un’altra cosa da sistemare… ma è per questo genere di cose che c’è la Tela Mortale, dopotutto.

 

            Un localino a Hollywood, dove cinque Vendicatori provano il raro piacere di una vita normale. Nessun costume, per oggi, solo cinque adulti e due bambini che cercano di divertirsi…beh almeno quattro ci provano. Pietro Maximoff, alias Quicksilver non sembra riuscirci troppo.

-Allora, cosa c’è che non va Pietro?- gli chiede sua sorella Wanda.

-C’è che dovrei essere con Crystal e non a perdere tempo.-

-Sbagliato. Hank ha fatto bene a non selezionarti. Sei una testa calda, Pietro, ed in più i tuoi rapporti con il Concilio Genetico ed alcuni membri della famiglia Reale Inumana, come Gorgon, non sono esattamente idilliaci, se mi permetti un eufemismo.-

-Un tempo ero comandante del loro esercito, li conosco bene.-

-Ma non è questo il punto, vero? In realtà tu vorresti semplicemente essere al fianco di Crystal. Se davvero vuoi ricostruire un rapporto con lei, devi lasciarle il suo spazio ed il tempo di riflettere. Non essere soffocante…-

-… come ho fatto con te, vero? È quello che volevi dire? Io cercavo di proteggerti.-

-e te ne sono grata, credimi, ma ora siamo cresciuti e sono perfettamente in grado di badare a me stessa e così Crystal ed anche Lorna.-

.E che c’entra Lorna adesso?-

-Andiamo, Pietro, ti conosco: ora che sai che è nostra sorella, non avrai mancato di consigliarla su chi deve frequentare  e cose simili.-

-Beh, le ho detto di non dare conferenza a quello Starfox e… oh bene credo di aver capito cosa volevi dire.-

-Shh... sta appena tornando.-

-Perché ho la sensazione che stavate parlando di me?- chiede Polaris.

-Perché sei egocentrica come tutti i figli di Magneto?- ribatte Wanda con un sorriso.

-Uhm, chissà… tu non mi sembri molto egocentrica, Wanda.-

-Detto a quella che una volta ha piegato le leggi della realtà per crearsi dei figli.-

-Ci pensi ancora?-

-Solo qualche volta. Ora poi ho Charles che mi tiene impegnata e lui è un bambino vero con i bisogni dei bambini veri, Il che mi ricorda che è il momento della pappa.-

 

            Fuori dal locale Greer Nelson riflette ancora una volta su come certi suoi modi di pensare cambino profondamente quando si ritrasforma nella sua forma umana. Come Tigra è disinibita sia sessualmente che in quasi tutti gli altri aspetti della vita, meno schiava di certe ipocrisie di cui si sente prigioniera quando è la semplice Greer, che morirebbe di vergogna a farsi vedere in giro con lo striminzitissimo bikini che costituisce il suo costume. Non che questo significhi che non sia contenta di essere in compagnia di Ercole, il cui fisico sembra decisamente compresso in un comune abito.

-Ti vedo pensierosa, amica Greer.- le si rivolge Ercole –Quali problemi ti affliggono?-

-Non so se hai voglia di ascoltarli, Erc, ma riflettevo sulla mia duplice natura di Tigra e di semplice umana e mi chiedevo se mai riuscirò a conciliare questi due aspetti.-

-Invero, ti capisco mia cara. Prima della mia morte sul rogo spesso mi sentivo fuori posto, non pienamente un dio e nemmeno pienamente mortale. Né dell’uno, né dell’altro mondo.-

-Fa una certa impressione sentirti parlare così semplicemente della tua morte.-

-Fu un’esperienza alquanto dolorosa, per quanto necessaria per liberarmi di un dolore ancora più grande. Fu in quel momento che mio padre decise di farmi assurgere all’Olimpo come dio della Forza, ma ancor oggi ho una speciale considerazione per il mondo di mia madre, come vuoi vedere.-

-Uh… interessante racconto Erc, Ascolta, mi chiedevo se tu…-

-Ehi amica mia, guarda: riconosco quel posto: sono gli studi in cui mio zio Ade e la bella Ippolita cercarono di ingannarmi faccendoni firmare inconsapevolmente un contratto per farmi prendere il posto di Ade per l’eternità.[5] All’epoca ero tornato da poco nel mondo di voi mortali ed ero piuttosto ingenuo su molte cose.-

-Ma davvero? Hai dei parenti ben strani tu.-

-E non li hai conosciuti tutti.-

 

 

5.

 

 

            Quando Calabrone raggiunge il luogo della rapina rimane sorpreso, infatti conosce i rapinatori mascherati: uno era conosciuto come Hijacker e l’altro è il Porcospino. C’è solo un problema: dovrebbero essere entrambi morti. Certo: dentro quei costumi che li coprono da capo a piedi potrebbe esserci chiunque ed è sempre meglio pensare a degli imitatori che all’ennesimo ritorno dalla morte. Solo i buoni hanno la tendenza a restare morti sul serio, pare. In ogni caso, originali o rimpiazzi, sta a lui fermarli in attesa della polizia. Non dovrebbe essere troppo difficile, in fondo. Resta una sola domanda: è solo una coincidenza che si tratti due suoi vecchi nemici?

            Hank spara un colpo dei suoi bio-pungiglioni su entrambi e, come era prevedibile, non fanno quasi nulla al Porcospino e fanno solo barcollare il suo complice. Sono abbastanza ben protetti, ma questo rende la sfida più interessante. Calabrone si ingrandisce davanti a loro.

-Ok, gente: potete arrendervi subito o farlo dopo che vi avrò dato una lezione. Personalmente preferisco la seconda opzione. Mi avete rovinato un appuntamento ed ho voglia di sfogarmi.-

            Dialogo più adatto a tipi come Devil o Luke Cage, che ad un serio e posato scienziato quale dovrebbe essere lui, ma rispecchia il modo in cui si sente ora.

-È Henry Pym!- esclama il Porcospino –Diamoci da fare!-

            Una serie di dardi acuminati viene sparata dall’armatura del Porcospino ma già il Calabrone si è miniaturizzato ed è volato via.

-Non preoccuparti.- esclama Hijacker –Con i miei occhiali speciali riuscirò a vederlo anche se è grande come un insetto. Eccolo… spara dove ti indico, colpiscilo.-

            Evitare i dardi del Porcospino non è difficile, ma quasi subito Hank è investito da una zaffata del gas sparato dalla pistola di Hijacker. Barcolla e ricade al suolo mentre ritorna di dimensioni normali.

 

            Una famiglia riunita è una gran bella cosa, pensa Miguel Santos, o almeno dovrebbe esserlo. Miguel è davvero felice che suo fratello Jose sia finalmente uscito di prigione., dove era finito come affiliato dei Giaguari, una gang giovanile ispanica. Proprio a causa del suo legame coi Giaguari Jose era stato oggetto di un attentato dai rivali Serpenti, una gang vietnamita. Lu se la cavò, ma la loro sorella Lisa rimase uccisa. Ci fu un scontro decisivo tra le due gang e Miguel, nei panni del Fulmine Vivente si mise di mezzo. Non riuscì ad impedire che il capo dei Giaguari uccidesse il capo dei Serpenti, che era anche l’assassino di sua sorella, e che Jose fosse arrestato.[6] Quella volta se la cavò con poco, ma dopo poco tempo si unì   di nuovo ai Giaguari e si sa come va a finire quando imbocchi una cattiva strada ed eccolo di nuovo in carcere con l’0accusa di spaccio di droga.

            Miguel sente di aver fallito con lui: non ha nemmeno 20 anni ed è già rovinato… o forse no, non deve smettere di sperare.

-Lo so a cosa stai pensando.- gli si rivolge, Jose –Tu., il grande supereroe, hai un fratello criminale. Deve essere umiliante per te.-

-Sbagli.- replica Miguel –Mi dispiace solo per te, che stai buttando via la tua vita.-

-Davvero? Da quando sto coi Giaguari tutti mi rispettano e mi temono: ho soldi e ragazze.-

-Complimenti. E qual è il prezzo che hai pagato per questo? Pensi mai a quelli che avveleni con la droga che vendi? Ti capita mai di riflettere a cosa succede quando i tuoi amici vanno in giro sparando o accoltellando quelli che gli stanno sulle scatole?-

-Io… io non ho mai ucciso nessuno.-

-Per ora, ma prima o poi ti capiterà di essere nella condizione di farlo e cosa farai allora?-

-Io... impicciati degli affari tuoi, grande supereroe.-

            Jose Santos esce di casa sbattendo la porta. Miguel scuote la testa.

-Questi sono affari miei, fratello.- mormora tra se –Sono decisamente affari miei.-

            Assume la sua forma di energia e lascia anche lui la casa seguendo le tracce del fratello.

 

             Il luogo è un’elegante palazzina di Beverly Hills una giovane donna di evidenti origini cinesi esce da una piscina e si ferma di fronte ad un uomo elegante un po’ sovrappeso e con gli occhiali. Il classico tipo del ragioniere si direbbe, ma le apparenze spesso ingannano.

-Novità?- chiede la ragazza.

-Tutte le operazioni stanno andando come previsto, Miss Newmark.- risponde l’uomo.

-Bene. Vedo che il recente proliferare di supereroi ed altre minacce mascherate non ha danneggiato gli affari…beh, che c’è Slater?-

-Uhm… sono stato appena informato che Wonder Man si trova a Los Angeles.-

-Wonder Man? Interessante. E che sta facendo?-

-A quanto pare, semplicemente il turista. Se il mio informatore no si è sbagliato , è in compagnia di altri Vendicatori. Sto cercando di capire se lui e la sua donna, Scarlet, si sono di nuovo trasferiti qui o se è solo una visita.-

-Ho un conto aperto con lui, potrebbe essere il momento buono per saldarlo.-

-Signora… finora gli affari hanno prosperato anche perché non ci siamo immischiati con i supereroi. Dovremmo continuare così.-

-Non ho chiesto il tuo parere… ma non hai tutti i torti: ci rifletterò sopra.-

            Così dicendo, Lotus Newmark, boss del crimine della Contea di Los Angeles, entra nella villa

            I buffoni in costume come Occhio di Falco e Wonder Man ci hanno procurato solo guai e fatto perdere un bel po’ di profitti ogni volta che si sono impicciati dei nostri affari Meglio tenersene alla larga., pensa August Slater. Peccato per lui che ance le migliori intenzioni talvolta non bastino.

 

 

6.

 

 

            Una bella giornata sta arrivando alla fine per questo gruppetto di persone che ha assaporato per una volta il gusto di fare cose assolutamente normali senza doversi occupare di salvare il mondo o cose del genere. Un piacere che si sono potuti concedere poche volte negli ultimi tempi, tanto da aver quasi dimenticato come ci si sente.

            Non durerà, ne sono consapevoli, ma hanno imparato a cogliere l’attimo. Non si sa mai quando le cose cambieranno.

            Dopo una deviazione per lasciare Dennis Dumphy alias D-Man nella sua villa sulle Santa Monica Mountains, il quinjet dei Vendicatori punta deciso sulla loro tenuta di Palos Verdes mentre i suoi passeggeri continuano a chiacchierare tra loro. Non tutti, però, Scarlet, si è fatta silenziosa di colpo.

- Wanda, cosa c’è?- le chiede Simon Williams. Ormai sa per esperienza che quando la donna che ama ha quell’espressione c’è davvero qualcosa che non va.

-Cosa?- Wanda sembra ridestarsi da una sorta di trance.

-Stai bene? Per un attimo era come se tu fossi in un altro luogo, almeno col pensiero.-

-Forse c’ero davvero Simon. Forse è l’affinità con la magia, ma ho sentito delle forze malefiche al lavoro ed un pericolo incombente per noi tutti.-

-Accidenti. Almeno per una volta vorrei che chi ha una premonizione predicesse la vittoria alla lotteria.-

            Wanda Maximoff sorride.

-Non mi capita spesso., lo ammetto. Non posso, però, cambiare, ciò che ho sentito: un avvertimento chiaro e forte di un disastro imminente.-

            Wonder Man tace mentre il quinjet comincia la manovra d’atterraggio. In quel momento gli sembra di vedere un figura proprio davanti all’hangar.

-Frena!- urla a Quicksilver, che si trova  al posto di guida, ma è troppo tardi.

            Come stritolato da una mano invisibile il quinjet va in pezzi.

 

            Hijacker e il Porcospino si avvicinano al Calabrone svenuto, che ha ripreso le sue dimensioni normali.

-Credevo che sarebbe stato più difficile da abbattere ed invece è bastato solo un po’ di gas.- dice il primo.

-Io non abbasserei la guardia.- ribatte il Porcospino.

-E faresti bene.- esclama Henry Pym rialzandosi di scatto e sparando i suoi bio-pungiglioni contro gli avversari –Mi pare il momento buono per informarvi che la mia maschera è dotata di filtri nasali.-

.-Ci hai preso in giro.- esclama Hijacker

-Sei davvero un tipo sveglio –È quasi un peccato doverti stendere.-

-Chi ti dice che ce la farai?-

-Anni di pratica con buffoni come voi, che altro? Addosso amiche mie.

            Spuntano da dovunque, o almeno è l’impressione che danno, Avvolgono il porcospino coprendo i suoi aculei e fanno cadere Hijacker a terra. Sono…

-Formiche.- spiega Calabrone -È un piacere vedere che accorrono ancora al mio richiamo. Per vostra informazione le ho chiamate subito dopo avervi identificati.-

-Stupido… non possono far niente alla mia armatura.- sibila il Porcospino.

-Vero, ma dovevano solo tenerti impegnato abbastanza da fare questo.-

            Da uno scomparto del suo guanto destro Calabrone estrae qualcosa che al contatto del’aria si espande e si avvolge all’armatura del Porcospino.

-Ma cosa...?-

-Nulla di particolare. Solo una pellicola che ti impedirà di usare la tua armatura. Tranquillo. Si dissolve in meno di dieci minuti. Quanto basta per fare questo.-

            Un colpo di bio-pungiglione alla giusta intensità e nel punto giusto e l’elmetto del Porcospino salta. Come prevedeva, Hank Pym non conosce l’uomo nell’armatura, ma non ha molta importanza, visto che con un diretto ben mirato lo stende senza fatica Ora deve occuparsi di Hijacker, ma a quanto sembra è riuscito a liberarsi delle formiche ed è scomparso.

            Ci penserà dopo. Ora il quesito più urgente è: cosa cercavano quei due buffoni ed è una semplice coincidenza che siano due suoi vecchi nemici? Non è affatto convinto.

 

            Trish Starr rientra a casa un po’ delusa per come si è concluso il suo appuntamento. Si è appena chiusa la porta alle spalle che ode la voce proveniente da una poltrona del salotto:

-Bentornata, mia cara.-

-Tu!- esclama –Non è possibile!-

-È l’impossibile a non esistere, Trish e tu, fra tutti, dovresti saperlo bene.-

            Prima che Trish possa dire qualcos’altro, il misterioso individuo spara contro di lei con una strana pistola ed un raggio violaceo la colpisce facendola cadere a terra, mentre il suo aggressore dice:.

-Ed ora: Fase due.-

           

 

 

FINE PRIMA PARTE

 

 

NOTE DELL’AUTORE

 

 

            Inizia qui un breve ciclo di storie intese come omaggio ad uno dei più antichi personaggi Marvel, ovvero Henry Pym, alias Ant Man, Giant Man, Golia, Calabrone, Dottor Pym ed altro ancora. Mentirei se dicesse che è uno dei miei personaggi preferiti, ma ho comunque sempre avuto simpatia per lui e mi piacerebbe vedergli resa giustizia. Passando alle note…

1)     Hijacker (che in inglese vuol dire Dirottatore) è un vecchio nemico di Ant Man e poi della Cosa, apparso per la prima volta su Tales To Astonish #40 (In Italia su Uomo Ragno, Corno, #25) per opera di Stan Lee (soggetto), Larry Lieber (dialoghi), Jack Kirby (matite) e Sol Brosky (chine). Non è nulla di più di un rapinatore vagamente tecnologico le cui armi sono una pistola a gas ed un tank armato. Non è mai stato un vero pericolo per i suoi avversari. Il suo vero nome è Howard Mitchell. Ma forse dovrei dire: era, perché l’originale Hijacker è stato ucciso dal Flagello dei criminali in uno dei suoi raid più famosi al Bar Senza Nome di Medina County, Ohio, visto su Captain America Vol 1° #319 (In Italia su capitan America & I Vendicatori, Star Comics, #59). Questo dovrebbe, quindi, essere un imitatore.

2)     Stesso discorso per il Porcospino. Apparso per la prima volta su Tales To Astonish #48 (In Italia su Uomo Ragno, Corno, #31) grazie a Stan Lee (soggetto), Ernie Hart (Dialoghi) e Don Heck (disegni). L’armatura di Alex Gentry è dotata di aculei che possono essere lanciati sul nemico e sparano gas, fiamme, piccole bombe ecc. Gentry rimase ucciso su Captain America Vol 1° #315 (In Italia su Capitan America & I Vendicatori #5). Anche qui siamo in presenza, quindi, di un imitatore.

3)      La missione di U.S.Agent con Capitan America (e non solo) inizia su Capitan America MIT #44.

Nel prossimo episodio: chi sta scatenando i vecchi nemici di Henry Pym a Los Angeles? È lo stesso che ha rapito Trish Starr? Chi ha assalito i Vendicatori Ovest nei pressi della loro sede? Vecchi nemici ritornano e nuovi problemi si addensano mentre i Vendicatori dovranno affrontare la minaccia più inaspettata.

 

 

Carlo



[1] Janet Van Dyne alias Wasp.

[2] Charles Xavier, il Professor X, fondatore degli X-Men, attualmente defunto.

[3] In Young X-Men #6

[4] Vedi Vendicatori #81.

[5] Accadde su Thor Vol 1° #129/130 (In Italia su Thor, Corno, #28/29).

[6] Eventi narrati una breve storia in Avengers West Coast Annual #6 (In Italia su Marvel Mega #1).